Ci sono aziende agricole che producono vino e ci sono luoghi nei quali il vino è soltanto una parte di una storia molto più lunga. La Tenuta di Ghizzano, nel territorio di Peccioli in provincia di Pisa, appartiene sicuramente alla seconda categoria. Qui la famiglia Venerosi Pesciolini è presente da secoli. Le sue radici a Ghizzano risalgono alla fine del XIV secolo e il cuore storico della tenuta è una torre del 1370, attorno alla quale nei secoli si sono sviluppate le attività agricole della famiglia. Per molto tempo la tenuta ha avuto una vocazione agricola diversificata, con vigneti, oliveti, cereali e boschi. La svolta arriva negli anni Ottanta, quando Pierfrancesco Venerosi Pesciolini decide di puntare con maggiore convinzione sulla qualità del vino proprio in un momento non semplice per la viticoltura toscana. Nel 1985 nasce il Veneroso, destinato a diventare uno dei vini simbolo della Tenuta. È l’inizio di un percorso nel quale tradizione e ricerca cominciano a procedere insieme.
Dal 1995 l’azienda è guidata, per la parte agricola e vitivinicola, da Ginevra Venerosi Pesciolini, che ha raccolto l’eredità familiare accompagnandola verso una visione decisamente contemporanea. La Tenuta segue oggi i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, con certificazione Demeter, mettendo al centro il rapporto tra terreno, piante e ambiente.I vigneti occupano circa 20 ettari all’interno di una proprietà complessiva di circa 180 ettari. La produzione comprende vini della DOC Terre di Pisa e della IGT Costa Toscana, con una filosofia che privilegia la riconoscibilità del territorio e l’intervento rispettoso dell’uomo.
Il Veneroso, composto da Sangiovese e Cabernet Sauvignon, rimane il vino storico della Tenuta. Il Nambrot, nato nel 1996 e dedicato al capostipite della famiglia, rappresenta invece la parte più sperimentale della produzione, con Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot.
C’è poi Il Ghizzano, più immediato e conviviale, prevalentemente Sangiovese, mentre Mimesi porta la ricerca ancora più avanti, con vini affinati in cocciopesto. A completare la produzione c’è San Germano, passito ottenuto da uve bianche appassite, che conserva un legame evidente con la tradizione agricola toscana. Ma raccontare Ghizzano soltanto attraverso il vino sarebbe riduttivo. La Tenuta è infatti profondamente legata al paese e alla sua identità contemporanea. Basti pensare alla collaborazione con l’artista britannico David Tremlett, autore del progetto cromatico che ha trasformato Via di Mezzo in una grande opera d’arte a cielo aperto. Anche il vino ViaDiMezzo, un Sangiovese in purezza prodotto in quantità limitata, nasce da questo rapporto fra arte, territorio e agricoltura.
Ed è forse proprio questa la caratteristica più interessante della Tenuta di Ghizzano: la capacità di custodire una storia antica senza trasformarla in nostalgia.
I Venerosi Pesciolini coltivano questa terra da generazioni, ma ogni generazione l’ha interpretata a modo proprio. Oggi Ginevra, nel frattempo divenuta presidente della Doc Terre di Pisa, continua quel percorso attraverso una viticoltura attenta alla natura, alla qualità e alla ricerca.
Il risultato è una realtà nella quale il vino non racconta soltanto un vitigno o una tecnica di produzione. Racconta un luogo, una famiglia e oltre seicento anni di rapporto con la terra. E forse è proprio questo che rende la Tenuta di Ghizzano una delle storie più interessanti da conoscere quando si parla di vino e di Terre di Pisa.









