La situazione sta peggiorando e non si caspisce davver o in nome di quale principio. Una volta i ristoranti aprivano e iniziavano ad accogliere i clienti, oggi quella forma sembra essere rimasta una chimera. Oggi fare ristorazione vuol dire scommettere quanto tempo si riuscirà a portare avanti l’attività e per farlo si stanno escogitando soluzioni a dir poco discutibili e pericolose. Ma come può un titolare di ristorante pensare di andare avanti facendo promozioni sconsiderate e totalmente inutili, fra le più assurde: “Se riesci a mangiare un chilo di pasta alla carbonara vinci 100 euro”, oppure, “se riesci a mangiare 50 Tordelli lucchesi, vinci 100 euro”, per passare poi a offerte dedicate ai giorni della settimana nei quali, più che guadagnarci il titolare ci rimette sicuramente. Questa è la ristorazione che filtra attraverso social come Instagram, Facebook e Tik Tok. Ogni volta che sorge il sole, il traffico di queste promozioni è incredibilmente corposo e sembra aumentare di giorno in giorno. Io che ho vissuto la crescita e la trasformazione della cucina approssimativa e di casa in quella più evoluta, più elegante, più gentile, non riesco a trovare più un minima dimensione e principio in tutto questo. La famosa e tanto declarata cultura del cibo sembra essre letteralmente fallita, come fallito hanno te tante associazioni gastronomico-culturali, che nonostante i loro tanti declami, oggi raccolgono solo varie forme di fallimenti se non totali e completi debacle legati al cibo. Con il vino va meglio, ma con il cibo la situazione è tragica. moltissime persone mangiano male se non malissimo, alimentando la cucina spazzatura somministrata da molti titolari di locali, con il sorriso sulle labbra, forti dell’ignoranza di chi frequente un osteria, una trattoria, ristorante, o cosiddetti. Purtroppo viene da pensare che chi accoglie serenamente il fatto di mangiare porcherie in un locale, è perché forse, a casa sua mangia anche peggio. E questo è ancora più sconvolgente!









